18/03/2025
Investment outlook
Un punto sulla Cina
L'eccezionalismo degli Stati Uniti è messo a dura prova, le prospettive di una guerra commerciale sono in crescita e gli stimoli fiscali della Germania stanno cambiando le carte in tavola. Con l’evolvere della situazione, occorre guardare anche a cosa accade in Cina che sta tornando nei radar degli investitori.
L'economia statunitense sta rallentando sotto il peso della prolungata incertezza sulla politica tariffaria, mentre le prospettive per l'Europa sono in miglioramento grazie alla spinta fiscale. Nonostante l'escalation dei dazi statunitensi, la Cina sta mostrando segnali di stabilizzazione, che insieme a un robusto rally azionario da inizio anno attirano l'interesse degli investitori.
Restano tuttavia motivi di cautela, con i dazi USA che incombono più velocemente e che sono più alti del previsto, giustificando un approccio selettivo agli investimenti.
I dazi mettono un freno ai segnali di ripresa della crescita
L'economia cinese ha mostrato timidi segnali di ripresa, sostenuti dall'allentamento fiscale e monetario iniziato alla fine del 2024. I consumi solidi registrati durante il Capodanno lunare, i segnali di un punto di svolta nei mercati immobiliari e azionari e l’aumento delle esportazioni dovuto all'anticipazione delle consegne in vista delle minacce tariffarie ha fornito ulteriori spinte.
Anche così, il contesto strutturale rimane complesso a causa dell'eccesso di capacità industriale, del deterioramento della fiducia e di tendenze demografiche in peggioramento. Le tensioni commerciali in forte aumento minacciano ulteriormente il principale motore della crescita, le esportazioni industriali.
Stimoli per sostenere in parte la crescita
Le aspettative del mercato in vista dell’Assemblea nazionale del popolo (NPC) di quest'anno erano in apparenza elevate, ma le autorità politiche cinesi le hanno ampiamente soddisfatte annunciando un obiettivo di crescita per il 2025 molto ambizioso, “intorno al 5%”.
È importante sottolineare che l'annuncio è stato accompagnato da una serie di misure di stimoli fiscali:
- Un deficit pubblico più elevato (4% contro il 3% del 2024)
- Un'ulteriore iniezione di 300 miliardi di RMB attraverso l'emissione di speciali titoli di Stato (che ora ammontano a 1.300 miliardi di RMB, in gran parte per programmi di permuta di attrezzature commerciali e retail)
- Una nuova, ma già annunciata, ricapitalizzazione statale da 500 miliardi di RMB
- Una quota speciale di obbligazioni dei governi locali pari a 4.400 miliardi di RMB.
A nostro avviso, l’insieme di queste misure dovrebbe fornire un impulso fiscale di 1,5-2 punti percentuali all'economia cinese.
Saranno sufficienti per sostenere la crescita?
In parte sì. Il programma volto a spingere i consumi interni dovrebbe fornire una tregua temporanea ai settori in sovraccapacità. Tuttavia, nonostante questo tema sia stato più volte affrontato durante il NPC di quest'anno, non c’è stato un incremento significativo alla spesa sociale, che a sua volta avrebbe potuto alleviare i venti contrari strutturali che pesano sulla spesa dei consumatori.
A nostro avviso, essi continueranno probabilmente a rappresentare un ostacolo persistente, considerando che l'economia si sta spostando verso un tasso di crescita potenziale inferiore.
Sarà sufficiente per compensare completamente i dazi statunitensi?
Improbabile. La revisione al ribasso delle nostre previsioni di crescita per il 2025, dal 4,25% al 4%, tiene conto dei rischi legati alla rapidità e all'intensità degli annunci relativi ai dazi statunitensi. L'amministrazione statunitense ha applicato dazi del 20% sui prodotti cinesi sulla base del flusso di fentanil, ma per il 2 aprile si prevedono annunci per dazi più elevati. Sebbene vi sia margine per i negoziati, i dazi e l'incertezza in corso rischiano di influenzare il sentiment.
C'è spazio per un miglioramento della crescita cinese?
Sì. Le autorità politiche si stanno riservando margine per rispondere a qualsiasi brusco deterioramento del contesto macroeconomico esterno. I timidi segnali di stabilizzazione del mercato immobiliare stanno aiutando, mentre l'ascesa di DeepSeek e le sue implicazioni positive per l'intelligenza artificiale potrebbero rafforzare ulteriormente la fiducia. Nel medio termine, va osservato che la Cina ha continuato a diversificare efficacemente i suoi mercati di esportazione. Se la frattura transatlantica dovesse diventare più strutturale e permanente, una maggior cooperazione economica potrebbe portare a una più stretta integrazione con un'Europa concentrata sul riarmo, sulla ricostruzione delle infrastrutture e sulla transizione energetica.
Approccio selettivo
Nonostante le difficoltà rappresentate dai dazi, è possibile un ulteriore rialzo delle azioni cinesi grazie alle misure di stimolo e alle prospettive di accordi commerciali ad ampio raggio. La Cina potrebbe anche prosperare in un contesto in cui è improbabile che i dazi su alcuni settori vengano aumentati e le aziende cinesi siano in grado di prendere decisioni di investimento a lungo termine a fronte di un contesto più duraturo.
Al contrario, dopo un forte rally obbligazionario alla fine del 2024, abbiamo assistito a una certa correzione dei titoli di Stato cinesi. Ciò è stato in gran parte legato a una decisa corsa dei titoli azionari cinesi, sulla scia di DeepSeek; a una maggiore offerta di obbligazioni proprio nel momento in cui il Governatore della Banca Centrale smorzava le aspettative di un taglio dei tassi a breve termine; e a un forte posizionamento locale. A nostro avviso, ai livelli attuali i rendimenti probabilmente riflettono maggiormente un fair value, in quanto prendono in considerazione gli stimoli fiscali a breve termine, l'incertezza delle tensioni commerciali in corso e le persistenti questioni strutturali.
Il mondo è senza dubbio diventato più resistente ai vacillamenti della domanda cinese rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, nonostante l'attenzione delle autorità politiche nel ridurre le vulnerabilità della Cina migliorandone le capacità produttive, esse sono forse ancora più legate alla domanda globale, il che giustifica un approccio selettivo agli investimenti.
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